ORIZZONTI NUOVI - Il racconto della prima settimana
di fraternità - anno 2004
Com'è bello, come dà gioia, che i fratelli stiano insieme.... oltre
a fare da ritornello "tormentone", questo salmo cantato è
divenuto davvero esperienza quotidiana intensa ed immediata, durante la settimana
di fraternità-studio vissuta da noi del gruppo "Orizzonti
nuovi" a Valfabbrica (PG), dal 26 al 31 luglio 2004.
Questi giorni sono stati anzitutto il culmine di un percorso iniziato
dal gruppo nell'autunno 2003, quando alcune famiglie, accomunate da un
rapporto più o meno intenso con "Casa Betania", si sono
ritrovate insieme a condividere aspirazioni, sogni, progetti, in vista
di un cammino di apertura ed accoglienza.
Durante i mesi successivi si sono integrate altre famiglie, fino a
raggiungere il numero di sette già all'inizio di maggio, ed è emersa
presto l'esigenza di vivere un'esperienza forte di conoscenza,
condivisione, preghiera, discernimento... di comunione, esigenza
concretizzatasi nella progettazione della settimana.
Il percorso di preparazione, durato circa due mesi, ha costituito di
per sé un'occasione preziosa di confronto, ricerca e riflessione. E'
stato quasi naturale scegliere come tema di fondo quello della "Comunità",
di cui ciascuna coppia ha approfondito un aspetto, mettendo a
disposizione degli altri, già alcune settimane prima dell'incontro, il
materiale raccolto per consentire a tutti di giungere sufficientemente
pronti a condividere le proprie riflessioni.
Dunque, nel corso della mattinata di sabato 26 luglio, ci siamo
ritrovati all'ombra della "Quercia gentile", un agriturismo
nascosto tra le verdi colline umbre che circondano la cittadina di
Valfabbrica: una piccola oasi di pace, luogo ideale per porsi in ascolto
e contemplare le meraviglie compiute dal Signore nella nostra storia.
Sono stati davvero giorni di fraternità evangelica, vissuta con
semplicità e immediatezza, come se, così faceva notare qualcuno già
al secondo giorno, "ci si conoscesse da sempre".
Alcuni interrogativi cruciali ci hanno accompagnato costantemente,
soprattutto riguardo alle modalità concrete per realizzare la comune
vocazione alla comunione e all'accoglienza.
Dinanzi ad essi ci siamo resi conto dell'esistenza di approcci e
prospettive diversificate tra noi, frutto di storie ed esperienze
diverse. Ma abbiamo capito anche che queste differenze, lungi
dall'essere un ostacolo, non possono che costituire una grande
ricchezza. Da mille strade... in mille modi... diversi, recita l'altro
inno della settimana, e continua: perché il Signore ha voluto così!
Questo ci è apparso estremamente chiaro: il cammino comunitario
intrapreso non è frutto della nostra iniziativa, ma è anzitutto un
dono ed una chiamata.
A confermare e consolidare questa consapevolezza ha contribuito la
testimonianza degli amici di Salerno, della Comunità "Progetto
Famiglia", i quali, raccontandoci la propria storia, hanno
sottolineato, più con il cuore che con le parole, questa convinzione di
vivere un progetto di Dio.
Con il passare dei giorni ci siamo accorti che, più di quanto ci
stavamo comunicando "verbalmente" sulla comunità, contava
soprattutto quella straordinaria "esperienza" comunitaria che
stavamo vivendo in ogni momento: dalla colazione alla preghiera, dal
dialogo alla preparazione dei pasti, dal bagno in piscina con i bambini
alla festosità del pranzo e della cena, dalla pulizia della casa alle
risate dei bivacchi serali; e questa percezione condivisa sembrava
riflettersi negli sguardi luminosi di ciascuno.
La presenza dei bambini non è stata certo un elemento
"accessorio". Durante i momenti di studio erano affidati
all'amorevolezza e la competenza di Ester, Giulia ed Elena, che sono
riuscite a creare tra loro un clima di gioioso affiatamento, facilitando
grandemente lo svolgimento del lavoro. Ma poi, nei numerosi momenti
comunitari abbiamo assaporato la gioia dello stare tutti insieme come
una grande famiglia, magari al suono di urli stridenti e capricciosi
pianti, note speciali della grande sinfonia comunitaria.
Come in ogni comunità autentica, accanto alle gioie abbiamo avuto
modo di condividere anche situazioni di difficoltà e dolore, che hanno
sicuramente contribuito a rafforzare lo spirito di comunione, in
particolare quella che ha afflitto Silvia e Giuseppe costringendoli a
partire in anticipo; ma la loro vicinanza non è certo mancata fino alla
fine.
La settimana si è conclusa intorno al fuoco, simbolo eterno d'amore e
di vita, ancora sulle note dei canti preferiti, sperimentando davvero le
parole di uno dei ritornelli: ora siamo un unico cuore! E se, come i
discepoli nell'episodio della Trasfigurazione, avremmo preferito restare
lì a godere quella idilliaca atmosfera di unità, eravamo anche
affascinati dalla strada che ci aspettava e ci aspetta.
Il punto d'arrivo è così diventato punto di partenza per un percorso
tutto da costruire, ma con la consapevolezza di sentirci e voler essere
sempre più una vera "Comunità".
Justina e Arnaldo
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