LA COOPERATIVA L'ACCOGLIENZA
 
L'ASSOCIAZIONE CASA BETANIA
 
 
pagine viste dal 14/10/05

FAMIGLIE IN RETE

Il programma del nuovo anno (2008/2009)

Anche quest’anno abbiamo organizzato un ciclo di incontri per avere l’opportunità di confrontarci con relatori e testimoni esterni, riflettere tra noi, crescere insieme. Quest'anno come tema di riflessione abbiamo deciso di partire dallle sfide educative che la famiglia si trova ad affrontare nella società attuale.

Abbiamo pensato di articolare gli incontri di quest’anno in 3 diversi momenti: dopo l’introduzione del tema da parte del relatore avremo modo di fare un dibattito e un confronto fra le familie e le persone presenti, successivamente ci sarà il punto di vista di Casa Betania sul tema.

INCONTRO 

ARGOMENTO

Domenica
30/11/2008 

 

La famiglia e la paura …. dell’altro:

Le nostre famiglie sono realmente aperte all’esperienza dell’accoglienza?
Come educare i nostri figli a vedere nella diversità una ricchezza e non una barriera?
Come nella nostra famiglia viviamo l’accoglienza del diverso?
La nostra famiglia è il luogo dove si impara a vivere la solidarietà, una solidarietà che poi si vive nelle relazioni sociali e comunitarie?
La solidarietà e la condivisione creano sicurezza: se ti ammali qualcuno può aiutarti (l’amore della famiglia, degli amici …. sono una grande risorsa). Contiamo soltanto su noi stessi oppure creiamo rapporti che permettano ai nostri figli di fidarsi dell’altro?

Relatore: Filomeno Lopes

Filomeno Lopes è originario della Guinea-Bissau. Ha studiato a Roma, dove vive attualmente, presso le Pontificie Università Urbaniana e Gregoriana di Roma. Nella prima ha conseguito il Baccalaureato in Missiologia e Catechesi Missionaria e nella seconda la Licenza in Teologia Fondamentale e il Dottorato in Filosofia e Comunicazione Sociale. Lavora da diversi anni alla sezione di lingua portoghese della Radio Vaticana in qualità di Redattore.
Dal 1998 divide il suo tempo tra l'attività giornalistica alla Radio e l'impegno letterario ed artistico per la pace e lo sviluppo nel suo paese e nel suo continente. Ha pubblicato: Terzomondialità. Riflessioni sulla Comunicazione Interperiferica (1997); Filosofia Attorno al Fuoco (2000), Filosofia senza Feticci (2004), La Storia sotto l'Albero (2006). Alcuni suoi testi sono usati come testi per il corso sulla filosofia africana all'Università La Sapienza di Roma Tre.

Seguono alcuni spunti per iniziare a riflettere in famiglia:

“Un altro ostacolo per educare i propri figli alla fratellanza è l’orgoglio inteso come voglia di primeggiare, di essere superiori agli altri. Bisogna riconoscere che la nostra formazione cristiana non ci ha aiutato a chiarire questo concetto, anzi, andando anche contro lo spirito di Gesù, essa ha messo l’accento più sull’obbedienza che non sulla comunione, sulla fraternità. Questo per me è un fatto gravissimo, causa della crisi che si è prodotta nelle comunità religiose e nella stessa vita religiosa. Il vero scopo di Gesù è quello di trasformare una relazione di dipendenza in una relazione di comunione, di uguaglianza di fraternità. Da “Svegliate Dio!” di Arturo Paoli.

Domenica 25/01/2009 

La famiglia e la paura …… dell’incertezza del futuro:

Su quali valori e quali basi progettiamo il nostro futuro e quello dei nostri figli?
Quanto è reale il rischio che la paura del futuro paralizzi il presente delle nostre famiglie?
L’incertezza del lavoro e del benessere materiale ed economico quanto incide nelle scelte quotidiane?
Dinanzi alla tentazione di vivere alla giornata, senza progettualità, come proporre ai giovani la famiglia come speranza per il futuro?
Di fronte all’incertezza, alla paura, alla sfiducia che tolgono senso al futuro e gioia alla vita, in che modo la consapevolezza che l’azione di Dio – anche attraverso la nostra opera – può cambiare la prospettiva e rendere meno pauroso il futuro?
La nostra famiglia e la paura di educare i nostri bambini/ragazzi a certi valori cristiani. Alle volte ci chiediamo “facciamo bene”? e “come si troveranno in futuro i nostri bambini/ragazzi”?

Relatore: Livia Turco

Livia Turco è stata Ministro per la Salute e Ministro della Solidarietà sociale. Durante l’esperienza di governo si dedica in modo particolare ai temi della famiglia, dell’infanzia, della disabilità e dell’immigrazione. E’ promotrice di molte delle leggi che hanno contrassegnato la politica dei governi di centrosinistra, in particolare gli interventi sull’immigrazione (legge n. 40 del 1998 meglio nota come legge Turco-Napolitano), sull’assistenza (legge n.328 del 2000 per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) e sul sostegno della maternità e paternità (legge n. 53 del 2000). Il suo impegno parlamentare prosegue nella Commissione Affari sociali della Camera. Nel 2005 scrive con Paola Tavella il libro “I nuovi Italiani. L’Immigrazione, i pregiudizi, la convivenza” (ed. Mondadori). Vive a Roma con suo marito Agostino e suo figlio Enrico.

Seguono alcuni spunti per iniziare a riflettere in famiglia:

Nella mia vita ho incontrato tanta gente, ho conosciuto tanti genitori che avrebbero voluto vivere anche in povertà, disposti anche a grandi rinunce, ma la paura del domani, la preoccupazione dei figli, li ha frenati e li ha fatti desistere dai loro propositi. Evidentemente la nostra cultura paternalistica ci ha convinto che bisogna dare ai figli quello che noi non abbiamo potuto avere, che dobbiamo garantire loro le comodità e naturalmente, infine, l’eredità. (…) L’uomo insicuro ha bisogno di sicurezze materiali, che possa toccare con mano, sulle quali costruire il proprio equilibrio “. Da “Svegliate Dio!” di Arturo Paoli

 

Domenica 01/03/2009

 

La famiglia e la paura …. di assumersi responsabilità:

Quanto siamo consapevoli come genitori della portata della responsabilità educativa?
Quante volte l’affermazione “non sono un buon genitore” è diventata un alibi per abdicare a tale responsabilità nei confronti di altre agenzie educative (scuola, parrocchia, etc.)?
Quale esempio di responsabilità stiamo offrendo ai nostri figli?
La crisi della famiglia può essere considerata fondamentalmente una crisi di assunzione di responsabilità?
Noi genitori siamo capace di dire “NO” ai nostri figli, anche a costo di incomprensioni?
La nostra famiglia è il luogo privilegiato dove – anche a costo di alcune fatiche – si impara sia il rispetto della libertà sia ad assumersi responsabilità?

Relatore: Gigi e Maria Avanti

Gigi Avanti ha al suo attivo la pubblicazione di una ventina di libri sulle tematiche familiari relazionali educative con taglio psicologico-spirituale, diversi dei quali insieme alla moglie Maria Petrini. Insieme fanno parte della Consulta Nazionale della CEI per la Pastorale della Famiglia.
Gigi Avanti, compiuti gli studi classici e filosofici a Lodi, ottiene la Licenza in Teologia alla Università Gregoriana nel 1969 e la rispettiva Laurea presso la Pontificia Università Lateranense nel 1972 con la tesi “Antropologia e teologia della sessualità”. Nel 1978 ottiene presso il Centro Europeo dell’Educazione il Diploma di Conduttore di gruppo per gli incontri Insegnanti-Genitori nell’ambito del GLES (Gruppo di Lavoro per l’Educazione alla Salute) del Provveditorato agli studi di Roma.. Nel 1992 ottiene il diploma di Consulente Familiare presso la SICOF (Scuola Italiana di Consulenza Familiare) di Roma, Via della Pigna dove collabora stabilmente.


Seguono alcuni spunti per iniziare a riflettere in famiglia
:

“La preoccupazione per il futuro può diventare catastrofica, perché trasforma lentamente i figli in proprietà dei genitori, che li coinvolgono nel progetto di vita che hanno pensato per loro, forse senza esserne neppure consapevoli in modo esplicito, facendone in qualche modo un loro prolungamento e finendo per decidere quale sarà il loro destino. E’ vero che la relazione genitori-figli è una relazione di responsabilità ma non deve limitare il progetto personale di ciascuno e tanto meno il diritto alla propria gioia, alla propria felicità. I genitori devono rendersi conto che l’esistenza dei figli è un’altra esistenza, averne la responsabilità non vuol dire esserne proprietari o determinarne il corso della vita. “. Da “Svegliate Dio!” di Arturo Paoli


Domenica 19/04/2009 

La famiglia e la paura …. del dolore:

Fino a che punto è bene celare ai figli le esperienze di sofferenza e di dolore che interessano la famiglia, siano esse dovute ad una crisi al suo interno o alla malattia di uno dei suoi componenti?
In una società che presenta modelli di perfezione fisica, dove tutti sono sani, belli e felici, dove la morte viene occultata quasi non esistesse, come educhiamo i nostri figli al dolore inteso come esperienza essenziale e comunque ineludibile dell’esistenza?
Come rendere l’esperienza del dolore un momento di crescita per la nostra famiglia?
In coppia di fronte ad una crisi, ad una sofferenza, è più semplice “far saltare” tutto per aria e ricominciare con un altro/a piuttosto che vivere la crisi e cercare di superarla…

Relatore: Alba Marcoli

Alba Marcoli, psicologa clinica di formazione analitica. Dal 1970 si occupa di psicologia clinica e opera attualmente sia come psicoterapeuta che come conduttrice di gruppi di sensibilizzazione e formazione psicologica sulle relazioni in particolar modo con genitori e operatori presso varie istituzioni fra cui il Centro Ricerca Psicoterapia di Milano, il “Settore Sviluppo Professionalità” della Provincia di Milano e varie scuole di psicoterapia (Istituto Psicoterapia del Bambino e dell’Adolescente, l’Istituto di ricerche di gruppo di Lugano) nonchè scuole, biblioteche e Aziende ospedaliere. Ha raccolto nei suoi libri parte del materiale delle sue esperienze di formazione psicologia per genitori ed educatori condotte anche attraverso l’uso di favole costruite su reali casi clinici e destinate ad aiutare gli adulti a riconoscere precocemente i segnali di sofferenza psicologica nei bambini e nei ragazzi, nell’ottica di una possibile diminuzione del disagio giovanile. Ha pubblicato: Il bambino nascosto (1993), Il bambino Arrabbiato (1996), Il bambino Perduto e Ritrovato (1999), Passaggi di vita (2003), Il bambino lasciato solo (2007).

Seguono alcuni spunti per iniziare a riflettere in famiglia:

Quando morì mio nonno i miei genitori, preoccupati per la mia reazione, mi hanno annunciato l’accaduto con molto tatto: “Il nonno è partito per andare dal Buon Dio”. Poi mi dissero di andarlo ad abbracciare. Li per lì non ho capito: “Se è qui, non è dal Buon Dio …. Allora perché fate tutti questa faccia triste? Dissi io e aggiunsi: il nonno era gentile e sicuramente sarà ben accolto in Cielo. Così non avrà più mal di denti!” Non fui veramente turbato da questo primo incontro con la morte e credo sia a quel momento che risale un desiderio che non mi ha mai più lasciato, il desiderio di non tardare ad andarlo a trovare. La morte per me non era più angosciante “.
Da “Che cos’è la vita e perché si muore ... spiegato ai bambini” di Abbè Pierre

Ciascun incontro avrà luogo a Casa Betania (Via delle Calasanziane, 12) dalle 15,00 alle 19,30 circa.
Come molti di voi sanno, saremmo molto contenti se vorrete portare insieme a voi i vostri figli (anche piccoli): qui avranno modo di giocare insieme ad altri bimbi ed a volonterosi amici più grandi…

scarica il programma in formato pdf
» Programma degli incontri

« torna a Famiglie in rete

    

posta@casabetania.org
© Cooperativa L'Accoglienza 2005