PROGETTO TERRA
Il progetto
Donne e madri italiane e immigrate e giovani
con situazioni di difficoltà e fragilità personale e sociale
sono impegnati nella lavorazione della terra e
nella produzione e commercializzazione di prodotti ortofrutticoli.
Il lavoro:
- consente di rispondere al bisogno di sostentamento che è proprio di ogni essere umano.
Per una donna sola, madre, spesso immigrata vuol dire anche di più. Le consente di sostenersi e di provvedere al proprio figlio quando non di contribuire al sostentamento della propria famiglia, magari di altri figli, di un marito, dei fratelli, dei genitori lasciati in un paese d’origine povero, poverissimo, in cui si fa la fame, non ci si cura, non si va a scuola.
- costituisce un’occasione per mettere a frutto le proprie capacità, doti, propensioni personali, la professionalità e le competenze acquisite.
E’ possibilità di soddisfazione personale, di comprensione del proprio saper fare, di realizzazione.
- può costituire un tempo ed un luogo in cui riattivare risorse personali, riacquisire fiducia in se stessi.
Il lavoro è occasione per mettersi alla prova sotto il profilo dell’impegno, della responsabilità, della continuità. Può essere occasione di crescita e di maturazione.
Il lavoro è tempo in cui la persona sperimenta relazioni, esprime la propria socialità, vive momenti di incontro, di scambio, di condivisione.
Nella realtà le donne e madri sole, spesso immigrate, ed i giovani in situazioni di difficoltà, vivono a rischio di emarginazione.
Sussiste un pregiudizio diffuso che considera queste donne come abili a lavorare solo nel settore delle collaborazioni domestiche e dell’assistenza a persone anziane, che non promuove la valorizzazione sociale e che spesso non provvede ad una regolarizzazione lavorativa.
Sussiste una difficoltà reale di pensare ad un inserimento professionale dei giovani in difficoltà che sia al tempo stesso opportunità di lavoro e di crescita.
La terra:
La terra, il rapporto con essa, il rispetto dei tempi e delle stagioni e tutto ciò che attiene alla sua lavorazione possono costituire per ogni persona occasione di crescita e di maturazione.
- la terra richiede impegno, fatica e sudore
si lavora in semplicità ed umiltà, in ginocchio o chini sul suolo o protesi sulla pianta, non vi sono posizioni comode, duole la schiena e dolgono i piedi, le mani si sbucciano, si arrossano, nascono i calli. Sulla terra d’estate si suda e d’inverno si ha freddo. Si lavora per lo più in silenzio perché il fiato serve, anche se a volte, in modo spontaneo e quasi inaspettato qualcuno intona un canto e a lui si uniscono le voci degli altri braccianti.
- la terra
richiede tempo e pazienza
è necessario seguirla e curarla con costanza e continuità, pensare all’irrigazione nei tempi caldi e alle protezioni delle gelate, tutelarla dagli insetti, dalle malattie…
- la terra
è fatica .. ma è anche gioia grande!
E’ la gioia di tornare alle origini, di sentirsi parte della natura, di vedere l’alba sorgere, di ammirare l’alternarsi delle stagioni ed il miracolo di una pianta che germoglia, cresce e dà frutto, è il profumo nelle narici della terra bagnata e dei pomodori maturi, è il canto melodioso delle cicale.
Per noi la terra è quella della Comunità di Borgo Amigò, nella zona di Via Boccea.
Se vuoi saperne di più…
Se desideri sostenere il progetto
Se vuoi gustare un prodotto sano e nutriente
..... contattaci alla segreteria di Casa Betania
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